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L’export del Veneto tra vecchi e nuovi rischi

Al centro del convegno organizzato da SACE SIMEST (Gruppo CDP) e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assindustria Venetocentro, il punto di vista delle imprese: DBA Group, MAEG e VeNetWork

L’export del Veneto tra vecchi e nuovi rischi
14 marzo 2019

Turbolenze nei paesi emergenti, rallentamento dell’economia statunitense, protezionismo, Brexit sono solo alcuni dei rischi che stanno connotando questo 2019. Come possono le PMI venete fronteggiare questa complessità e intercettare la crescita che viene dai mercati esteri? A questa domanda hanno risposto le aziende e istituzioni invitate oggi a Treviso (presso Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria Venetocentro) per il convegno “L’export del Veneto tra vecchi e nuovi rischi”, organizzato - in collaborazione con Assindustria Venetocentro - da Intesa Sanpaolo e SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, per presentare la nuova Mappa dei Rischi 2019 di SACE. Al centro dell’evento il punto di vista di imprese, istituzioni e finanza: Claudio De Nadai, Rappresentante delle PMI di Treviso in Assindustria Venetocentro; Renzo Simonato, Direttore Regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo; Francesco De Bettin, Presidente di DBA Group; Alfeo Ortolan, Presidente di MAEG; Alberto Baban, Presidente di VeNetWork; Alessandra Ricci, Amministratore Delegato di SIMEST e Simonetta Acri, Chief Sales Officer, SACE (Gruppo CDP). “Il 2019 si apre con uno scenario internazionale più complesso in cui, tuttavia, non mancheranno grandi occasioni di crescita per le aziende italiane, soprattutto nei paesi emergenti - ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE –. Siamo in un territorio dalla forte vocazione e tradizione internazionale, dove gli imprenditori sanno bene che rischi e opportunità fanno parte di ogni avventura che punta al successo. Come Polo SACE SIMEST confermiamo il nostro sostegno alle imprese venete e lo rafforziamo, giorno dopo giorno, stringendo importanti partnership con il sistema bancario e confindustriale”. “Le esportazioni sono una leva fondamentale per il consolidamento e la crescita dell’economia del nostro territorio - ha commentato Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo -. La nostra Banca dispone di una rete che presidia oltre 40 Paesi e, da anni, collabora con SACE SIMEST per realizzare una strategia di sistema per favorire la domanda di Made in Italy proveniente dai mercati internazionali. Continueremo ad accompagnare e far crescere le nostre aziende all’estero, affiancandole anche nelle operazioni di finanza straordinaria, innovazione e formazione delle persone, con un’attenzione particolare allo sviluppo delle filiere”. “Le imprese di Treviso e Padova sono fortemente internazionalizzate, tra le prime in Italia per volume di esportazioni pari a oltre 23 miliardi di euro - dichiara Marco Stevanato, Vicepresidente di Assindustria Venetocentro delegato all’Internazionalizzazione –. Le nostre aziende operano in tutti i mercati del mondo ed è importante potersi orientare, grazie ad informazioni puntuali e aggiornate e con partner qualificati, su come operare al meglio in uno scenario caratterizzato da dinamiche economiche e geopolitiche in continua evoluzione”. In apertura dei lavori sono intervenuti il Rappresentante PMI Treviso di Assindustria Venetocentro, Claudio De Nadai, e il Direttore Regionale Veneto, FVG e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo, Renzo Simonato, mentre Valentina Cariani, Economista di SACE, ha presentato la nuova Mappa dei Rischi 2019. Dopo la tavola rotonda con le testimonianze d’impresa, ha chiuso i lavori Simonetta Acri, Chief Sales Officer di SACE. Attraverso le sue sedi nel territorio a Venezia e Verona, Il Polo SACE SIMEST ha già affiancato nei loro piani di crescita esteri più di 1200 aziende del Triveneto, mobilitando – tra esportazioni assicurate e investimenti garantiti, tra finanziamenti agevolati e partecipazione al capitale – nel 2018 circa 2,2 miliardi di euro, al netto di ulteriori 5 miliardi di euro di operazioni garantite a supporto della cantieristica navale, con un impatto significativo su un indotto di più di 450 piccole e medie aziende trascinate dai numeri positivi di Fincantieri in qualità di capofiliera. In particolare sono 44 le partecipazioni in iniziative d’investimento delle imprese dell’area detenute da SIMEST. La nuova Mappa dei Rischi SACE | Settori e mercati opportunità per l’export veneto Nel 2018 l’intera area del Triveneto ha performato particolarmente bene, facendo registrare una crescita dell’export del 3,4% rispetto al 2017 (87,7 miliardi di euro). Il Veneto, in particolare, ha raggiunto 63,3 miliardi di euro di beni venduti, registrando un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. La regione rimane sul podio nazionale per esportazioni, al terzo posto dopo Lombardia e Emilia Romagna, con un contributo del 13,7% al totale italiano. I cinque settori principali dell’export veneto (meccanica strumentale, tessile e abbigliamento, altra manifattura – in particolare strumenti e forniture mediche e dentistiche e mobili –, prodotti in metallo e alimentari e bevande), che cumulativamente rappresentano circa il 70% delle esportazioni totali, potranno puntare a un’ulteriore diversificazione sul mercato globale, rivolgendosi a geografie anche al di fuori delle destinazioni tradizionali.

Per la meccanica strumentale interessanti destinazioni saranno India e Messico e, con una rischiosità più elevata, anche Brasile e Algeria; evidenze incoraggianti per tessile e abbigliamento in Repubblica Ceca e Francia, ma anche in Russia e Grecia; la manifattura potrà puntare su Messico e Corea del Sud, Russia e Sudafrica; buone opportunità da Polonia, Romania, Algeria e Turchia per i prodotti in metallo; infine, alimentari e bevande potranno intercettare la crescita della domanda in Polonia, Giappone, Tunisia e Brasile.

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