Per saperne di più

 

Quali forniture sono ammissibili all'intervento?

 

I beni forniti devono essere beni di investimento italiani: macchinari, impianti e relativi studi, progettazioni, lavori e servizi, nonché semilavorati o beni intermedi destinati in via esclusiva ad essere integrati in beni di investimento. 

Se inclusi nel prezzo della fornitura, sono ammissibili all''intervento:

  • i compensi di mediazione e/o di agenzia nella misura massima del 5% del valore della fornitura
  • le subforniture di merci e servizi di origine comunitaria, sempreché diversi da materie prime e da semilavorati e nei limiti previsti dalla normativa UE (vedi Parte I dell'allegato alla lettera Circolare SIMEST n. 4/2013).

 

Come deve essere regolato il prezzo della fornitura?

 

Il prezzo dei beni esportati deve essere corrisposto dall'acquirente/committente estero nel modo seguente:

  • una quota almeno pari al 15% viene regolata in contanti entro il "punto di partenza del credito" (spedizione/consegna o, nel caso di impianti "chiavi in mano", collaudo preliminare)
  • il restante 85% viene rimborsato in rate al massimo semestrali, di norma consecutive ed uguali, la prima delle quali non oltre sei mesi dal "punto di partenza del credito".

Gli interessi, calcolati ad un tasso non inferiore al CIRR (Commercial Interest Reference Rate) sul debito residuo in linea capitale a ciascuna scadenza, vengono pagati al massimo semestralmente.

 

Quali sono le principali caratteristiche della dilazione di pagamento concessa all'acquirente estero?

 

Durata

La dilazione di pagamento deve essere pari o superiore a due anni dal punto di partenza del credito. La durata massima deve rispettare gli accordi internazionali in relazione alla categoria del Paese debitore ed alle tipologie di operazioni.

Tasso a carico del debitore estero (tasso agevolato)

I tassi d'interesse minimi (CIRR) sono stabiliti mensilmente in sede OCSE in relazione alle differenti valute di denominazione del credito all'esportazione. Essi sono determinati sulla base delle quotazioni di titoli pubblici a medio/lungo termine a cui viene sommato un margine dell'1%. Il CIRR viene fissato durante la fase di negoziazione dell'operazione o al momento della stipula del contratto con la controparte estera e resta fisso per tutta la durata della dilazione.

I CIRR, resi noti dall'OCSE e dal Ministero dello Sviluppo Economico, sono pubblicati mensilmente sul sito SIMEST.

Quanto sopra non esclude l'applicabilità di tassi agevolati diversi dal CIRR nel caso di operazioni espressamente disciplinate da accordi internazionali di settore.

Valuta del finanziamento

Il finanziamento concesso dalla banca all'impresa italiana esportatrice a fronte del credito da questa accordato all'acquirente estero (credito fornitore) o direttamente alla controparte estera (credito acquirente), può essere denominato in Euro ed in tutte le principali valute. La valuta di denominazione del finanziamento deve essere uguale a quella del contratto di fornitura ad eccezione delle operazioni di credito acquirente assistite dalla garanzia della SACE.

Garanzie sul finanziamento

L'intervento della SIMEST non è subordinato al rilascio di garanzie da parte dell'esportatore. Inoltre, ai fini dell'ammissibilità, la garanzia assicurativa della SACE non è obbligatoria.

 

Verso quali paesi esportare?

 

Tutti i paesi del mondo ad eccezione di quelli per i quali il Consiglio dell'Unione Europea abbia adottato misure restrittive.

 

Come funziona il credito fornitore?

 

A - Sconto pro soluto o pro solvendo di titoli di credito

A fronte delle rate del piano di ammortamento (capitale + interessi) vengono emessi dal debitore estero titoli di credito (promissory notes o bills of exchange) che l'esportatore provvede a scontare sul mercato interno o estero con girata piena o senza ricorso. Lo sconto è effettuato a tasso fisso di mercato, con deduzione degli interessi in via anticipata ed accredito all'esportatore del netto ricavo.

Su richiesta di una banca italiana intermediaria o dell'esportatore (nel caso di sconto sul mercato estero), SIMEST corrisponde, in un'unica soluzione, un contributo in conto interessi pari alla differenza tra il valore attuale degli effetti al tasso CIRR pagato dall'acquirente estero e il netto ricavo degli stessi al tasso di sconto di mercato (ritenuto congruo da SIMEST e nei limiti ammissibili).

La misura del margine congruo riconoscibile è pari all'1% o all'1,125% a seconda che l'importo dello smobilizzo sia rispettivamente superiore o uguale a 3 milioni di euro o inferiore a 3 milioni di euro, secondo i termini previsti dalla Circolare SIMEST n. 4/2013.

contributo interessi

B - Finanziamento all'esportatore

L'esportatore ottiene da una banca un'anticipazione a tasso fisso CIRR a fronte del credito concesso alla controparte estera. Su richiesta della banca, che opera con raccolta a tasso variabile, SIMEST effettua un "intervento di stabilizzazione del tasso" in base al quale, per ciascun semestre, si calcola la differenza tra gli interessi al tasso di finanziamento della banca (Libor/Euribor + spread nella misura ammissibile) e gli interessi al CIRR corrisposto dal debitore estero; SIMEST paga alla banca la differenza se positiva, mentre la incassa se negativa.

I margini sul costo della raccolta (Euribor/Libor) sono riconosciuti in relazione alle caratteristiche del finanziamento e in base alle condizioni prevalenti sul mercato al momento dell'istruttoria da parte di SIMEST - Circolare SIMEST n. 2/2014.

 

Come funziona il credito acquirente o finanziario?

 

Il credito acquirente si realizza qualora una banca italiana/estera (ovvero un consorzio di banche) stipuli una convenzione finanziaria con l'acquirente estero per la concessione di un credito a medio/lungo termine al CIRR.

Mediante prelievi sulla convenzione finanziaria, l'acquirente estero regola in contanti l'esportatore italiano, contro documenti di spedizione/esecuzione della fornitura.

Così come nel caso del credito fornitore con anticipazione bancaria, tramite un intervento di stabilizzazione la banca finanziatrice, a fronte della corresponsione del CIRR, ottiene da SIMEST, in termini di ritorno sull'operazione di finanziamento, un tasso d'interesse di mercato basato sul proprio costo della raccolta a tasso variabile (Libor/Euribor) + lo spread nella misura ammissibile.

I margini sul costo della raccolta (Euribor/Libor) sono riconosciuti in relazione alle caratteristiche del finanziamento e in base alle condizioni prevalenti sul mercato al momento dell'istruttoria da parte di SIMEST - Circolare SIMEST n. 2/2014.

contributo interessi 2

Queste operazioni presuppongono, generalmente, l'intervento assicurativo della SACE.

 

Come fare richiesta a SIMEST per il credito all'esportazione?

 

La richiesta è presentata dalla banca italiana o estera. Limitatamente alle operazioni di smobilizzo a tasso fisso (sconto) sul mercato estero, la richiesta può essere presentata direttamente dall'esportatore.

La richiesta deve essere formulata sul modulo di domanda (o in conformità ad esso) e corredata della documentazione in esso elencata.

 

Qual è l'iter della domanda?

 

A seguito della presentazione della domanda, SIMEST comunica il numero di posizione assegnato all'operazione ed il nome dell’analista istruttore da contattare. Conclusa l'istruttoria, e comunque entro 90 giorni dalla data di ricezione dell'ultimo documento necessario alla valutazione dell'operazione, la domanda viene presentata al Comitato Agevolazioni per l'approvazione.

Con la lettera di ammissione all'intervento SIMEST comunica anche il nome del responsabile della struttura organizzativa competente per l'erogazione del contributo. Per le operazioni di finanziamento e per gli smobilizzi con raccolta dei fondi a tasso variabile, SIMEST invia inoltre due copie del Capitolato per la corresponsione del contributo interessi. Una copia deve essere restituita firmata a SIMEST.

 

Quanto costa?

 

Per l'attività di supporto al credito all'esportazione SIMEST non addebita alle imprese esportatrici alcuna commissione.

Tassi agevolati "CIRR Consensus"