In occasione del Festival dell’Economia di Trento, il Presidente di SIMEST Vittorio de Pedys è intervenuto sul tema dell’evoluzione dei mercati finanziari e dell’impatto crescente della finanza quantitativa e dell’intelligenza artificiale sugli scambi azionari.
Nel corso del suo intervento, il Presidente ha evidenziato come oltre il 50% dei volumi sui mercati azionari sia oggi generato da algoritmi, un cambiamento strutturale che ha contribuito ad aumentare efficienza e velocità operative, ma che ha anche introdotto nuovi elementi di volatilità e fragilità sistemica.
Secondo il Presidente di SIMEST, i modelli algoritmici, i sistemi di high frequency trading (HFT) e le piattaforme di trading automatico tendono infatti a seguire dinamiche di brevissimo periodo, amplificando movimenti e inversioni improvvise dei mercati. In questo contesto, i mercati risultano sempre più influenzati dal flusso continuo delle notizie e dalle reazioni immediate degli operatori, mentre gli investitori tradizionali incontrano maggiori difficoltà nel mantenere un ruolo di equilibrio.
De Pedys ha tuttavia sottolineato come la crescente volatilità di breve termine non riduca l’importanza dell’analisi fondamentale e della visione strategica di lungo periodo. Al contrario, in uno scenario dominato dalla rapidità delle decisioni, diventa ancora più rilevante la capacità di individuare trend strutturali, leggere i fondamentali economici e mantenere un approccio indipendente alle scelte di investimento.
Nel suo intervento, il Presidente di SIMEST ha inoltre proposto una riflessione sull’evoluzione dei mercati europei, osservando come la progressiva moltiplicazione delle trading venues non abbia prodotto il rafforzamento della liquidità atteso, ma abbia spesso determinato una frammentazione degli scambi, con effetti particolarmente evidenti nei segmenti dedicati alle piccole e medie imprese.
“La sfida non è moltiplicare i mercati, ma rafforzare il mercato ufficiale e ampliare la base degli investitori”, ha concluso de Pedys.