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L’Amministratore Delegato di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo agli Stati generali della previdenza dell’AdEPP, l’associazione degli Enti di previdenza privati

“Nel 2025 l’export italiano ha toccato livelli record nonostante da sei anni viviamo in un contesto di tensioni geopolitiche continue”, ha dichiarato l’AD di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo, sottolineando l’importanza strategica dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.

L’AD ha aggiunto che la crescita del Paese non è sostenuta soltanto da chi esporta direttamente, ma anche dalle filiere, composte in larga parte da piccole e medie imprese. Questo rappresenta un segnale importante e un punto di partenza solido. Ha però evidenziato che oggi esporta solo il 9% delle imprese italiane e che questa quota deve crescere attraverso una logica di sistema. In questo quadro, ha richiamato il valore della rete con il Gruppo CDP, ICE e SACE, oltre al ruolo essenziale del coordinamento della Farnesina, del Governo e dei principali ministeri coinvolti, tra cui MEF e MIMIT. Ha quindi ribadito che il Sistema Paese ha dimostrato di funzionare quando opera in modo coeso e che SIMEST ne è parte integrante. Ha ricordato inoltre che SIMEST offre finanza agevolata, anche a tasso zero, per investimenti in Italia e all’estero, precisando però che il sostegno ai percorsi di crescita oltre confine presuppone sempre una prospettiva di sviluppo solida in Italia. L’internazionalizzazione, ha concluso su questo punto, nasce da una radice solida e non la sostituisce.

L’AD Corradini D’Arienzo ha infine ricordato che SIMEST affianca le imprese anche attraverso strumenti di equity, entrando nel capitale e sostenendo le società nelle fasi di sviluppo internazionale, soprattutto quelle di minori dimensioni, spesso meno strutturate ma al tempo stesso molto promettenti. Per questa ragione, ha sottolineato la necessità di unire le forze, anche con i fondi e le casse previdenziali, per mobilitare il capitale verso obiettivi coerenti con la competitività internazionale delle imprese italiane. Ha ribadito inoltre che non è il momento di rallentare gli investimenti, come dimostrato anche di fronte ai dazi statunitensi e al conflitto in Medio Oriente, e che occorre continuare ad assumere giovani e accompagnarne la crescita professionale, perché le competenze restano un fattore centrale per lo sviluppo del PIL.

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