Apri menù
Chiudi menù
Vai al contenuto principale

SIMEST, nuova misura da 800 milioni per le PMI colpite dai rincari energetici

“Energia per la competitività internazionale”. Con una dote di 800 milioni di euro gestita sotto la regia della Farnesina, la nuova misura di SIMEST punta a immettere liquidità immediata per contrastare l’impatto dei rincari energetici e l’aumento delle bollette riscontrato nei primi mesi del 2026 a causa della crisi nello stretto di Hormuz.

L’agevolazione, accessibile dal 25 maggio al 31 dicembre, prevede finanziamenti fino a 1,5 milioni di euro con una durata estesa a 8 anni e un contributo a fondo perduto che per le PMI può raggiungere il 30%. Per accedere al fondo, le imprese dovranno dimostrare un incremento dei costi energetici di almeno il 10% nel primo trimestre o quadrimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. La grande novità dello strumento risiede nell’ampliamento della platea dei beneficiari: non ci si rivolge solo agli esportatori diretti, ma a tutte le aziende collegate alle filiere dell’export, comprese le realtà più piccole.

In merito alla genesi dell’intervento, fortemente influenzato dagli sviluppi geopolitici, l’Amministratrice Delegata di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo, ha dichiarato:

«Questo nuovo conflitto così veloce ha accelerato una curva ascendente già molto forte per il costo dell’energia che in Italia crea riflessi negativi sulla competitività delle imprese. Il ragionamento che abbiamo fatto, ascoltando le associazioni industriali, è che oggi sono pochissime le aziende che non hanno subito incrementi della bolletta in questi primi mesi del 2026 e in molti casi incrementi significativi».

La CEO ha poi rimarcato la necessità di una risposta tempestiva per il tessuto produttivo, affermando che «dobbiamo essere vicini alle aziende che hanno oggettivamente più bisogno con risposte concrete e tempestive».

L’estensione dei beneficiari alle filiere risponde a una precisa visione strategica di crescita del Sistema Paese, come dettagliato da Corradini D’Arienzo:

«Chi esporta direttamente è meno del 9% delle imprese italiane e noi, come sistema Paese, abbiamo un obiettivo di 700 miliardi definito sotto la guida della Farnesina. Ma, per raggiungerlo, dobbiamo aumentare anche il numero delle aziende che esportano e andare a sostenere tutte le imprese della filiera, anche le più piccole che, pur non impegnate direttamente sui mercati esteri, sono attori protagonisti dell’internazionalizzazione».

Infine, l’articolo evidenzia l’importanza dell’azione coordinata delle istituzioni italiane per supportare le imprese nell’approccio a geografie complesse ed extra-UE (come Stati Uniti, Paesi del Golfo, Africa e India), spingendo verso una necessaria diversificazione dei mercati per superare la forte concentrazione attuale. Su questo aspetto cruciale, l’Amministratrice Delegata ha concluso:

«C’è, dunque, ancora più necessità di diversificare tra le aree strategiche e riuscire a farlo significa sentirsi sempre meno soli e continuare a investire non perdendo il clima di fiducia, oppressi da questi shock esogeni che oramai sono continui».

News correlate

CIPESS: oltre 7 miliardi di euro di operazioni di export credit approvate da SIMEST nel 2024

Ascolta l'intervista rilasciata dall'Amministratore Delegato di SIMEST a AskaNews relativa ai ristori per il comparto fieristico.

L’Amministratore Delegato di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo agli Stati generali della previdenza dell’AdEPP, l’associazione degli Enti di ...

Ascolta l'intervista rilasciata dall'Amministratore Delegato di SIMEST a AskaNews relativa ai ristori per il comparto fieristico.